Tutto sui concorsi Agenzia delle Entrate 2026: posti disponibili, profili ricercati, requisiti, materie d'esame e come prepararsi. La guida completa per entrare nell'amministrazione fiscale italiana.
L'Agenzia delle Entrate è uno degli enti pubblici più ambiti da chi vuole lavorare nella pubblica amministrazione italiana. Con circa 43.000 dipendenti distribuiti in oltre 400 uffici su tutto il territorio nazionale, l'Agenzia gestisce l'accertamento, la riscossione e il contenzioso tributario italiano. Lavorare all'Agenzia delle Entrate significa operare al cuore del sistema fiscale del Paese.
Il 2026 è un anno particolarmente interessante per chi punta a questo ente: il Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale prevede centinaia di nuove assunzioni per far fronte al turn-over e per rafforzare le competenze digitali e specialistiche dell'Agenzia.
I concorsi Agenzia delle Entrate 2026 riguardano principalmente questi profili:
I posti vengono distribuiti tra le diverse Direzioni Regionali, con possibilità per i candidati di esprimere preferenze territoriali in fase di domanda.
Per i profili da assistente tecnico (diplomati) i requisiti sono:
Per i profili da funzionario (laureati) si richiede invece una laurea triennale o magistrale, con indirizzi preferenziali in Economia, Giurisprudenza o Ingegneria a seconda del profilo specifico.
I concorsi Agenzia delle Entrate seguono uno schema collaudato:
Attivata solo se le domande superano una certa soglia (tipicamente 10 volte i posti). Si tratta di un test a risposta multipla con quesiti di logica, comprensione verbale e cultura generale. Non contribuisce al punteggio finale ma filtra i candidati ammessi alle prove successive.
È la prova determinante. Per i profili tributari include tipicamente:
Il colloquio orale verte sulle materie del bando e comprende quasi sempre una verifica dell'inglese e delle competenze informatiche. La commissione valuta anche le capacità comunicative e la motivazione del candidato.
Le materie principali dei concorsi Agenzia delle Entrate sono:
Chi punta all'Agenzia delle Entrate deve investire la maggior parte del tempo di studio sul diritto tributario. Questa materia è spesso determinante nel punteggio finale e richiede una conoscenza approfondita di:
Inizia con diritto costituzionale e diritto amministrativo — sono le fondamenta. Usa manuali aggiornati e schemi riassuntivi. Per il diritto amministrativo è essenziale conoscere a fondo la Legge 241/1990 e il D.Lgs. 165/2001.
È la materia più importante e richiede più tempo. Studia sistematicamente: inizia dall'IVA (più intuitiva), poi passa a IRPEF e IRES. Usa casi pratici per fissare i concetti — il diritto tributario si impara meglio applicandolo.
Studia le parti del codice civile più rilevanti per il diritto tributario: contratti, obbligazioni, società. Affianca lo studio della contabilità pubblica, partendo dai principi base del bilancio dello Stato.
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L'Agenzia delle Entrate applica il contratto collettivo del Comparto Funzioni Centrali. Gli stipendi indicativi:
Il trattamento accessorio all'Agenzia delle Entrate è storicamente più elevato rispetto ad altri enti pubblici, grazie a specifiche indennità legate all'attività di accertamento. La carriera prevede possibilità di avanzamento a posizioni di coordinamento e dirigenza tramite concorsi interni.
Serve esperienza fiscale per partecipare?
No. I concorsi sono aperti a tutti i candidati in possesso del titolo di studio richiesto, indipendentemente dall'esperienza pregressa. La selezione avviene tramite prove scritte e orali.
Posso scegliere la sede di lavoro?
In genere i bandi permettono di esprimere preferenze territoriali. L'assegnazione definitiva dipende dalla disponibilità di posti nelle diverse sedi e dal punteggio ottenuto in graduatoria.
Quanto dura la graduatoria?
Le graduatorie hanno durata triennale e sono prorogabili. Chi non viene assunto subito può essere chiamato nei mesi o anni successivi.
C'è una tassa di concorso?
Sì, di solito tra 10 e 15 euro, da pagare online in fase di domanda. L'importo esatto è indicato nel bando.
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