Le basi del diritto costituzionale per i concorsi pubblici: principi fondamentali, organizzazione dello Stato, diritti e doveri dei cittadini, fonti del diritto.
Il diritto costituzionale è presente come materia d'esame in quasi tutti i concorsi pubblici italiani. È la disciplina che studia la Costituzione della Repubblica Italiana — la legge fondamentale dello Stato, dalla quale derivano tutte le altre norme. Capire il diritto costituzionale significa capire le fondamenta del sistema giuridico italiano.
Nei concorsi pubblici il diritto costituzionale viene valutato soprattutto nelle prove scritte e orali, con domande sui principi fondamentali della Costituzione, sull'organizzazione degli organi dello Stato e sui diritti e doveri dei cittadini.
La Costituzione italiana è entrata in vigore il 1° gennaio 1948 ed è composta da 139 articoli (più 18 disposizioni transitorie e finali). È una Costituzione:
I primi 12 articoli della Costituzione contengono i principi fondamentali — le norme più importanti, che orientano l'interpretazione di tutte le altre:
La parte più ricca della Costituzione riguarda i diritti fondamentali, divisi in:
Il Parlamento italiano è bicamerale: Camera dei Deputati (400 membri) e Senato della Repubblica (200 senatori elettivi più senatori a vita). Le due Camere hanno gli stessi poteri — sistema bicameralismo perfetto. Il Parlamento esercita la funzione legislativa, di indirizzo politico e di controllo sul Governo.
È il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Viene eletto dal Parlamento in seduta comune ogni 7 anni. Non è il capo del Governo — il suo ruolo è di garanzia e di moderazione. Poteri principali: promulga le leggi, può rinviarle alle Camere, nomina il Presidente del Consiglio, scioglie le Camere, presiede il CSM.
È composto dal Presidente del Consiglio e dai Ministri. Esercita la funzione esecutiva e ha anche potere normativo (decreti legge e decreti legislativi). Deve avere la fiducia del Parlamento.
I giudici sono soggetti solo alla legge (art. 101). La magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere. Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) è l'organo di autogoverno della magistratura, presieduto dal Presidente della Repubblica.
È l'organo che giudica la legittimità costituzionale delle leggi. È composta da 15 giudici (5 nominati dal Presidente della Repubblica, 5 dal Parlamento, 5 dalle supreme magistrature). Giudica anche i conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato e i reati del Presidente della Repubblica.
Un tema quasi sempre presente nei concorsi pubblici è la gerarchia delle fonti del diritto italiano:
Una fonte di rango inferiore non può derogare a una di rango superiore. Se lo fa, viene dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale (per le leggi) o annullata dal giudice amministrativo (per gli atti amministrativi).
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